John Cassavetes

Nel 1968, John Cassavetes ha realizzato nella sua abitazione e con i suoi amici e collaboratori il film “Volti (Faces)“, che ha avuto un enorme impatto per lo sviluppo del cinema indipendente.

Realizzato con un budget di soli $ 275.000 il film ha avuto una nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Cassavetes dimostrò che era possibile fare grandi film con solo un Bolex da 16 mm, un gruppo di amici e una grande creatività cinematografica. Cassavetes diventa il padrino del cinema indipendente americano, e non solo.

Cinquant’anni dopo le sue prime proiezioni, ecco solo un frammento di come ha gettato le basi per un nuovo tipo di film. Film sgranato, con un sonoro a tratti inascoltabile e primi piani sfocati. Sembra un “documentario” in forma di finzione e lascia una grande impressione di autenticità. Un film senza alcuna troupe, girato con uno spirito di puro divertimento e amicizia, solo il regista e gli attori/amici in scena. Un film radicalmente indipendente e personale che raggiunge il pubblico di tutto il mondo. Un film fatto sopratutto perché sembra che un gruppo del genere, con un autore come Cassavetes, non avrebbe potuto passare il tempo in maniera più proficua ed appassionante.

Nel 1987, quando il sottoscritto ha iniziato a girare dei film in video, non molte persone utilizzavano quello strumento per realizzare dei film: molti si dedicavano sopratutto alla produzione video televisiva e di altro tipo di prodotti, ma il cinema era la pellicola. Oggi la tecnologia è ad un tale livello che un’opera cinematografica è alla portata di qualsiasi budget, bisogna solo trovare il talento.

L’estetica di Faces potrebbe essere giudicata poco professionale e scadente da gran parte del pubblico assuefatto al cinema/prodotto con cui i media mainstream hanno plasmato il cervello del pubblico di massa. Un pò come Muccino parlò a proposito dei film di Pasolini definendoli “da dilettante”. Ma la recitazione di Faces era il suo pezzo forte che convinceva tutti: così naturalistica, spontanea ed emozionante da superare di gran lunga la maggior parte delle grandi produzioni industriali.

Cassavetes racconta di carrelli e dolly inesistenti, di una capacità fai-da-te che negli ultimi 40 anni, grazie al video, è diventata una pratica di migliaia di giovani filmmakers. Conservare i diritti del film ed esserne proprietari, trovare tutte le soluzioni tecniche possibili per supplire alla mancanza di fondi, occuparsi della distribuzione: Cassavetes è stato il vero pionere del cinema indie moderno con una cinepresa leggera 16 mm al posto delle macchine fotografiche digitali di oggi. Se avesse avuto la tecnologia di oggi chissà cosa avrebbe combinato. Anche se a quei tempi era uno dei pochi mentre oggi in Italia sono quasi tutti registi.

Il critico americano Roger Ebert, scrivendo sul film Faces, ha detto: “…ha realizzato un film che analizza teneramente, onestamente e senza compromessi il modo in cui viviamo davvero”. Questo è qualcosa di cui Cassavetes stesso parla: “Non penso che nessuno in Europa sappia che l’America esiste davvero al di là di ciò che Hollywood mostra loro. Quindi vorremmo provare a mostrare loro come sono veramente gli americani … buoni e cattivi. “

E sebbene l’estetica del documentario del film aiuti a dare la sensazione di scrutare questo mondo da una finestra della cucina, Cassavetes voleva che le persone vedessero al di là delle immagini per sentire l’arte. “I nostri film non sono necessariamente fotografia, sono sensazioni”, spiega. “E se riusciamo a catturare il sentimento di un popolo, di un modo di vivere, allora abbiamo fatto una buoni film. Questo è tutto ciò che vogliamo fare. Vogliamo catturare un sentimento. “

Fabio Del Greco

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