Il giorno sbagliato

Il giorno sbagliato - recensione

Idea acchiappa pubblico non male questa de “Il giorno sbagliato”, specialmente nelle grandi città dove si rischia una lite nel traffico quotidianamente e dove la gente è sempre più repressa e incazzata. Dopo la riunione con lo psicologo di massa e i data scientist del Web il produttore americano ha trovato la paura giusta che la gente vuole sublimare.

In una trafficata città americana una giovane madre sta accompagnando frettolosamente a scuola il figlio quando suona ripetutamente il clacson ad un individuo fermo al semaforo verde. Peccato che costui sia un pazzo psicopatico che ha appena ucciso la ex moglie e il suo nuovo marito.

Dalle parti di Duel (magari) e un giorno di ordinaria follia (magari), ecco un film che ignora completamente ogni potenzialità artistica ed espressiva del linguaggio cinematografico per realizzare un prodotto televisivo privo di ogni personalità.

Provo sempre molta compassione per gli attori dello star system che improvvisamente si ritrovano in film squallidi come Russel Crowe in questo “Il giorno sbagliato”, proprio come i gorilla si trovano da un giorno all’altro nella gabbia di uno zoo.

Il film è davvero una stupidaggine, dai titoli di testa che scopiazzano lo stile delle serie Netflix al riciclo di tutti i luoghi comuni del film Action/Thriller, dagli inseguimenti in macchina alla violenza più gratuita vista almeno un milione di volte. Il linguaggio non è quello del cinema ma del telefilm, condito con sangue e volti terrorizzati terribilmente ripetitivi.

L’elemento più patetico de “Il giorno sbagliato” è proprio Russel Crowe, in una specie di violenta parodia di Cannavacciuolo, sempre la stessa espressione, i denti digrignati, l’avanzare implacabile alla Terminator.

Come si fa a concepire e realizzare un film così idiota? Probabilmente, visti gli incassi, perché è quello che il pubblico vuole, anche se si poteva realizzare in maniera molto più intelligente.

E come fa una star di fama mondiale come Russell Crowe a prendervi parte? Come fanno le riviste di cinema mainstream ad assegnare a “Il giorno sbagliato” tre Stelle, e a stroncare film ben più importanti, contribuendo alla già incalcolabile confusione dello spettatore, che cerca di beccare lo spettacolo giusto come alla ruota della fortuna?

di Fabio Del Greco.

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